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Ambiente

La tutela ambientale, annoverata dal D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, si pone l’obiettivo primario della promozione dei livelli di qualità della vita umana, da realizzare attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell’ambiente e l’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali.

Il D.Lgs. 152/06 prende il nome di “Testo Unico Ambientale” il quale contiene le principali norme che regolano la disciplina ambientale. I temi affrontati nella disciplina ambientale sono: la valutazione di impatto ambientale, i procedimenti di autorizzazione ambientale, la disciplina dei rifiuti, la tutela delle acque, la gestione del servizio idrico, la gestione delle terre e rocce da scavo, i procedimenti di bonifica e di riparazione del danno ambientale, le emissioni in atmosfera. Inoltre, comprende anche l’apparato sanzionatorio, tra il testo unico e la legge n. 68/2015 sui nuovi delitti ambientali.

In considerazione della dinamicità legislativa europea e nazionale nonché dell’articolazione degli aspetti ambientali, il nostro team sviluppa consulenza specifica per la definizione degli aspetti gestionali ed autorizzativi a carico delle aziende per la prevenzione del rischio ambientale. Nello specifico:

 

Assunzione ruolo di Responsabile del controllo e coordinamento delle attività di manutenzione dei materiali contenenti amianto

Quindi, si tratta di una figura professionale, in grado di controllare e coordinare tutte le attività che interessano i manufatti contenenti amianto. Tra le incombenze del ruolo ritroviamo attività di censimento, caratterizzazione delle strutture edilizie, valutazione del rischio, controllo dei materiali di amianto e redazione obbligatoria dei piani di manutenzione e controllo.

 

Controllo e coordinamento delle attività di manutenzione dei materiali che contengono amianto con la relativa redazione dei piani di controllo

Dal momento in cui viene rilevata la presenza di materiali contenenti amianto in una struttura, è necessario che sia messo in atto un Piano di controllo e manutenzione con l’obiettivo di ridurre al minimo l’esposizione degli occupanti. Il Piano di controllo attua misure di prevenzione finalizzate alla sicurezza ambientale come la predisposizione di planimetrie sull’ubicazione puntuale dei materiali, le procedure di controllo, di bonifica, di smaltimento e programmi periodici di ispezione.

 

Consulenza per la corretta gestione dei rifiuti e compilazione della dichiarazione MUD

Il Testo Unico Ambientale definisce il rifiuto come “qualsiasi sostanza/oggetto di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi”. La definizione di rifiuto costituisce la condizione necessaria e sufficiente perché un oggetto, un bene o un materiale sia classificato come rifiuto e, successivamente, codificato sulla base del vigente elenco europeo dei rifiuti (CER). Gli stessi vengono classificati in rifiuti urbani, provenienti da locali adibiti ad uso civile, da luoghi pubblici, strade e aree verdi e rifiuti speciali, derivanti da lavorazioni industriali, artigianali, commerciali e attività sanitarie.Proprio per questi ultimi, vi è l’obbligo di rispettare specifiche procedure di annotazione, sul registro di carico/scarico, di tutta la produzione dei rifiuti con delle tempistiche temporali o quantitative di movimentazione a smaltimento dettate dalla normativa.Inoltre, per tutte le aziende che hanno prodotto e/o movimentato rifiuti pericolosi c’è l’obbligo di denunciare agli Enti preposti (C.C.I.A.A.) di competenza del territorio tramite apposita dichiarazione MUD (Modello Unico di Dichiarazione) i rifiuti gestiti nell’anno precedente.

 

Analisi e valutazione di impatto e clima acustico

Il problema dell’inquinamento acustico causato da un’eccessiva esposizione a suoni e rumori di elevata intensità rappresenta uno dei più gravi (e sottovalutati) problemi ambientali, a causa dell’elevato e diffuso impatto sulla popolazione.

A seconda dei casi il problema può essere studiato in termini di:

  • impatto acustico: mediante una specifica valutazione previsionale o post-operam, orientata a definire le caratteristiche di emissione di una determinata sorgente sonora e il relativo impatto sull’ambiente circostante e/o su potenziali recettori sensibili;
  • clima acustico: occorre determinare il clima acustico di una zona quando si rende necessario determinare se sono presenti le condizioni per ospitare un’opera che necessita di un certo tipo di tutela dal punto di vista acustico (es. una zona residenziale, una scuola, un ospedale).

Per un maggiore approfondimenti leggi il nostro articolo sugli Adempimenti a tutela dell’inquinamento acustico.

 

Verifica dei requisiti acustici passivi degli edifici

Per garantire il benessere acustico all’interno degli ambienti abitativi è necessario prevedere un buon grado isolamento acustico delle componenti edilizie.Le prestazioni che devono possedere gli edifici in merito all’isolamento dai rumori sono:

  • isolamento tra differenti unità immobiliari,
  • isolamento dai rumori esterni,
  • isolamento dal rumore di calpestio,
  • isolamento acustico di impianti a funzionamento continuo e discontinuo.

Tutte le prestazioni dovranno essere periziate da tecnico abilitato in acustica ambientale iscritto negli elenchi del D.Lgs. n. 42/2017 sia in fase previsionale che di collaudo.

 

Pratiche per autorizzazioni ambientali

Le autorizzazioni ambientali sono licenze, ossia dei provvedimenti amministrativi autorizzatori. Quindi si tratta di procedure di valutazione per piani, progetti o programmi di opere aventi impatti sull’ambiente. L’obiettivo è quello di assicurare che “l’attività svolta sia compatibile con le condizioni ambientali per uno sviluppo sostenibile, nel rispetto degli ecosistemi e della biodiversità” (art. 4, D.L.vo n. 152/2006). In tale ambito, ritroviamo le seguenti autorizzazioni:

 

Emissioni

Gli impianti e le attività che producono emissioni in atmosfera devono conseguire un’autorizzazione preventiva finalizzata alla prevenzione e limitazione dell’inquinamento atmosferico, secondo le disposizioni della parte Quinta del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.

Alcune tipologie di impianti e attività hanno emissioni in atmosfera scarsamente rilevanti agli effetti dell’inquinamento atmosferico: gli stabilimenti in cui sono presenti esclusivamente queste tipologie non sono sottoposti ad autorizzazione (parte I dell’allegato IV alla parte Quinta D.L.vo n. 152/2006).

A titolo esemplificativo ritroviamo: lavorazioni meccaniche dei metalli, decorazione di piastrelle ceramiche, lavorazioni tessili, orafi, esercizi di ristorazione, pasticcerie, panetterie, stirerie, fotografici, laboratori, officine, pelliccerie, concerie, lavorazione del vetro ed attività artigianali in genere con basso numero di lavorazioni sotto aspirazione.Invece, per alcune categorie specifiche di stabilimenti occorre adottare autorizzazioni generali, che si ottengono attraverso procedure semplificate di autorizzazione.

Nelle autorizzazioni di carattere generale sono stabiliti i valori limite di emissione, le prescrizioni, anche inerenti le condizioni di realizzazione o di esercizio e i combustibili utilizzati, i tempi di adeguamento, i metodi di campionamento e di analisi e la periodicità dei controlli nonché i requisiti della domanda di adesione all’autorizzazione (elenco completo parte II dell’allegato IV alla parte Quinta D.L.vo n. 152/2006). Qui troviamo le seguenti attività: riparazione e verniciatura di carrozzerie di autoveicoli, tipografia, litografia, serigrafia, produzione di prodotti in vetroresine, produzione di articoli in gomma e prodotti delle materie plastiche, produzione di mobili, oggetti, imballaggi, prodotti semifiniti in materiale a base di legno, verniciatura, laccatura, doratura di mobili ed altri oggetti in legno, verniciatura di oggetti vari in metalli o vetro,  panificazione, pasticceria, torrefazione di caffè, produzione di mastici, pitture, vernici, cere, inchiostri, sgrassaggio superficiale dei metalli, anodizzazione, galvanotecnica, fosfatazione di superfici metalliche, utilizzazione di mastici e colle, produzione di sapone e detergenti sintetici prodotti per l’igiene e la profumeria, tempra di metalli, produzione di oggetti artistici in ceramica, terracotta o vetro in forni in muffola discontinua, trasformazione e conservazione, di frutta, ortaggi, funghi, carne, molitura cereali, essiccazione di materiali vegetali, prodotti in calcestruzzo e gesso, pressofusione con utilizzo di metalli e leghe, manifatturiere alimentari, lavorazioni conciarie ed altre attività artigianali in genere con discreto numero di lavorazioni sotto aspirazione.

Per tutti gli altri stabilimenti che non fanno capo alle due eccezioni sopra indicate, deve essere richiesta un’autorizzazione alle emissioni in atmosfera attivando un procedimento autorizzativo ordinario Emissioni in procedura ordinaria (AUA- Autorizzazione unica ambientale).

 

Autorizzazione Unica Ambientale (AUA)

In aggiunta ai procedimenti autorizzatori ambientali di cui al D.L.vo n. 152/2006 si segnala l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), che è stata introdotta nell’ordinamento giuridico italiano dal D.P.R. n. 13 marzo 2013, n. 59 e che incorpora in un unico titolo diverse autorizzazioni e titoli ambientali previsti dalla normativa di settore (come il D.L.vo n. 152/2006), in un’ottica di snellimento delle procedure amministrative vigenti.Il D.P.R. n. 59/2013 individua infatti un nucleo base di autorizzazioni che possono essere assorbite dall’AUA:

  • autorizzazione agli scarichi;
  • autorizzazione alle emissioni in atmosfera con la procedura ordinaria;
  • preventiva comunicazione per l’utilizzo degli effluenti di allevamento, delle acque reflue provenienti dalle aziende ivi previste e delle acque di vegetazione dei frantoi oleari;
  • comunicazione o nulla osta in materia di impatto acustico;
  • autorizzazione all’utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura;
  • comunicazioni per l’esercizio in procedura semplificata di operazioni di auto smaltimento di rifiuti.

 

Valutazione Ambientale Strategica (VAS)

La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) riguarda i piani e i programmi che possono avere impatti significativi sull’ambiente e sul patrimonio culturale (art. 6, comma 1, D.L.vo n. 152/2006). In particolare, la valutazione di tipo strategico si propone di verificare che gli obiettivi individuati nei piani e nei programmi siano coerenti con quelli propri dello sviluppo sostenibile, e che le azioni previste nella struttura degli stessi siano idonee al loro raggiungimento.

 

Valutazione di Impatto Ambientale (VIA)

La Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) è una procedura amministrativa finalizzata ad individuare, descrivere e valutare preventivamente gli impatti sull’ambiente prodotti dall’attuazione di un determinato progetto: la valutazione di tale compatibilità ambientale è svolta dalla pubblica amministrazione, in base alle informazioni fornite dal proponente del progetto, nonché alla consulenza da parte di altre strutture della pubblica amministrazione e avvalendosi della partecipazione dei gruppi sociali.

 

Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)

La Valutazione Integrata Ambientale (AIA) è volta ad aumentare le “prestazioni ambientali” dei complessi industriali soggetti ad autorizzazione. Di seguito i principi generali:

  • prevenire l’inquinamento utilizzando le migliori tecniche disponibili;
  • evitare fenomeni di inquinamento significativi;
  • evitare la produzione di rifiuti o, ove ciò non sia possibile, favorirne il recupero o l’eliminazione;
  • favorire un utilizzo efficace dell’energia;
  • organizzare il monitoraggio in modo integrato;
  • prevenire gli incidenti e limitarne le conseguenze;
  • favorire un adeguato ripristino del sito al momento della cessazione definitiva dell’attività.

FAQ

Rispondiamo alle principali domande che spesso le persone si fanno sulla tutela ambientale negli ambienti di lavoro.

Che cos’è la tutela ambientale?

È la materia giuridica che disciplina la normativa ambientale per una migliore qualità della vita umana e per la salvaguardia dell’ambiente.

Chi è il Responsabile del controllo e coordinamento delle attività di manutenzione dei materiali contenenti amianto

È la persona che si prende la responsabilità di controllare le attività che riguardano i manufatti contenenti amianto.

Cos’è la dichiarazione MUD

IL MUD o Modello Unico di Dichiarazione è il documento con cui vengono denunciati i rifiuti dell’anno precedente.

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