Le verifiche degli impianti di messa a terra finiscono nel mirino dell’INAIL

pubblicato il 10 gennaio 2020
Le verifiche degli impianti di messa a terra finiscono nel mirino dell’INAIL

Dopo il via libera finale, il Governo Conte chiude il Pacchetto Bilancio con la pubblicazione del Decreto Milleproroghe (DL 162/2019) in Gazzetta Ufficiale n. 305/2019 recante disposizioni di particolare interesse per i datori di lavoro.

Banca dati per le verifiche periodiche su impianti di messa a terra

Tra tutti le novità, di particolare rilevanza è l’istituzione della banca dati informatizzata dell’Inail per le verifiche periodiche su impianti di messa a terra, su dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche e pericolo esplosioni (art. 36) al fine di digitalizzare la trasmissione delle verifiche ispettive ai sensi del D.P.R. 462/01.

Chi può fare le verifiche periodiche su impianti di messa a terra?

Con tale banca dati il datore di lavoro dovrà comunicare all’Inail, per via informatica, il nominativo dell’organismo incaricato di effettuare le verifiche periodiche su impianti elettrici di messa a terra, su dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche e sugli impianti realizzati in luoghi di lavoro con pericolo di esplosione. Le verifiche degli impianti oggetto del DPR 462/01 possono essere effettuate ESCLUSIVAMENTE da ORGANISMI ABILITATI dal Ministero delle Attività Produttive o in alternativa da Asl/Arpa. Non sono valide quindi, ai fini del DPR 462/01, le verifiche effettuate da professionisti o imprese installatrici.

Gli organismi incaricati dal datore di lavoro per effettuare tali verifiche corrispondono all’Inail una quota pari al 5% della tariffa definita con decreto dell’Ispesl del 7 luglio 2005. Tale contributo serve – si legge nel Milleproroghe – «a coprire i costi legati alla gestione e al mantenimento della banca dati informatizzata delle verifiche».

Nuovo tariffario per le verifiche degli impianti di messa a terra

Potenza in KW (classi di potenza) Importi ministeriali
Da 3 a 10 150,00 € + iva
Da 11 a 15 200,00 € + iva
Da 16 a 25 250,00 € + iva
Da 26 a 50 300,00 € + iva
Da 51 a 100 500,00 € + iva
Da 101 a 150 600,00 € + iva
Da 151 a 200 700,00 € + iva
Da 201 a 250 850,00 € + iva
Da 251 a 400 1200,00 € + iva
Da 401 a 650 1350,00 € + iva
Da 651 a 800 1500,00 € + iva
Da 801 a 1000 1700,00 € + iva
Oltre i 1000 tariffazione a tempo 2000,00 € + iva

Chi è sanzionabile nel caso in cui le verifiche non vengano effettuate?

Acclarato che l’obbligo di richiedere e far eseguire le verifiche periodiche degli impianti di messa a terra è a carico del datore di lavoro, la mancata effettuazione delle verifiche di legge viene contestata al datore di lavoro da parte degli Enti di vigilanza.

Il datore di lavoro, per essere a norma di legge, deve possedere il verbale di verifica rilasciato dall’Organismo di Ispezione in modo da poterlo esibire prontamente durante i controlli.

In caso di mancata ottemperanza agli obblighi di legge previsti dal DPR 462/01, le sanzioni previste sono:

  • Arresto fino a tre mesi o
  • Ammenda da € 258,23 a € 1.032,91, in caso di applicabilità dell’art. 9 comma 2 del DPR 462/01.

Tali sanzioni penali si applicano a tutte le persone dell’azienda perseguibili penalmente (ad esempio tutti i soci delle s.n.c., tutti i soci accomandatari delle s.a.s., l’amministratore unico delle s.r.l., l’amministratore di condominio).

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